Il diario personale/terapeutico
Magari la pratica del diario ti è familiare, lo hai usato un tempo o non l’hai mai utilizzato ma hai un po’ di curiosità.
Il diario va oltre il pensare, va oltre la conversazione con un’amica.
Il pensare anzi a una situazione, specie se problematica, ti porta spesso al rimuginare. E’ natura della mente, quando non disciplinata dalla consapevolezza, enfatizzare l’accaduto e dargli magari anche energia.
Parlando c’è sicuramente l’elemento sfogo e confronto.
Col diario invece ti metti in contatto con te stesso/a, con quella parte di te che sta più in profondità e puoi entrare in un processo di autoanalisi, diventare un po’ la psicologa/o di te stessa/o.
Facendo un esempio se una persona ti ha trattato male, la mente ti porta ad attorcigliarti sull’evento, crea il film e lo arricchisce con nuove scene, alimenta rancori e risentimenti; il conversare con un’amica ti permette di sfogarti, di inveire magari, di sentire il parere di un altro.
Col diario invece magari ti domanderai: quale parte di me ha permesso che questa persona mi facesse male? Qual è il punto debole? Posso capire dove e quando è nato? In quali altri casi mi capita qualcosa di simile? Come posso risolvere questa mia fragilità?
Ma il diario non è solo psicologia e introspezione; può essere anche semplicemente lo spazio libero per pensieri e riflessioni, indipendenti da un qualcosa che è accaduto.
E il diario quindi può essere come in questo caso atematico, riflessioni consapevolezze che magari lo scrivere rafforza oppure può essere tematico, per esempio lavorare su di sé su un argomento specifico per esempio la rabbia, le relazioni difficili, il sentirsi sbagliati, piccoli falliti o anche su qualcosa di bello per esempio rafforzare con costanza una gratitudine che si vuole alimentare.
E può anche essere il diario del futuro ovvero degli obiettivi da raggiungere e quindi se ci si prefigge un obiettivo per esempio diventare più sicuri di sé e assertivi nella comunicazione diventa la serie dei passi che si compiono verso la direzione ambita.
E se tenuto con regolarità, senza che diventi un dovere, ma sempre un piacevole e significativo appuntamento con se stessi, restituisce il percorso nel tempo. Ma in ogni caso non perde il valore di introspezione e autoanalisi.
Il diario: questo strumento “così vintage”, così utile per guardarsi dentro.
